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Il mio primo video in time lapse

Con grande soddisfazione posso finalmente annunciare la fine del mio primo video in time lapse! Un lavoro piuttosto impegnativo che ha richiesto tempo e pazienza. Sto parlando del progetto “Amazing nature – Plants Dancing in Time Lapse” che puoi vedere direttamente in questa pagina o visitando il mio canale You Tube. In questo articolo, che ho scelto di organizzare come una sorta di “intervista” cercherò di cogliere gli aspetti più interessanti del lavoro, come ad esempio l’attrezzatura utilizzata, i costi sostenuti e molto altro. In ogni caso, se dopo averlo letto avrai ancora qualche curiosità quella è un’ottima occasione per lasciare un commento o utilizzare la sezione “contattami” !

Qual è il tema del video e come è nata l’idea ?

Il video mostra la nascita e i primi sviluppi di alcuni germogli come non siamo abituati a vederli nella vita di tutti i giorni. In pratica questo lavoro rappresenta l’unione tra la passione per la macrofotografia e quella per i video e sfrutta la particolare tecnica del time lapse per racchiudere in un breve intervallo di tempo processi molto lenti nella realtà. Il tutto agli ingrandimenti tipici della macrofotografia.

In cosa consiste la tecnica del Time Lapse ?

Come già saprai, un video non è altro che una serie di fotogrammi riprodotti in rapida successione, così da fornire l’illusione del movimento. Il numero di fotogrammi riprodotti in un secondo (fps) varia in base allo standard utilizzato, tuttavia i valori più comuni in ambito televisivo e cinematografico sono i 30 fps del sistema NTSC, i 25 fps del sistema PAL e i 24 fps solitamente utilizzati per la riproduzione di contenuti in Full HD. Se il numero di fps utilizzato in fase di ripresa è identico a quello usato in fase di riproduzione, il video scorre a velocità normale. Variando questi valori possiamo rallentare o velocizzare il tempo. Se ad esempio utilizzassimo una velocità di riproduzione di 25 fps per visualizzare un filmato realizzato a 50 fps, si otterrebbe un effetto rallenty. Utilizzando lo stesso principio ma in maniera inversa possiamo velocizzare la realtà. Se ad esempio il nostro filmato riprodotto a 25fps fosse stato realizzato a 10 fps il nostro video scorrerebbe a una velocità di 2,5 volte superiore rispetto alla realtà. Se vogliamo riprendere fenomeni molto lenti come ad esempio i germogli che crescono, l’intervallo tra un fotogramma e l’altro può diventare molto esteso. Nel mio caso varia da 3 a 7 minuti e poiché il mio video viene riprodotto a una frequenza di 25 fps, è abbastanza facile calcolare che in un solo secondo di video sono racchiusi circa 125 minuti! Il time lapse consiste proprio in questo. Scattare una serie di fotografie ad intervalli di tempo molto superiori rispetto a quelli utilizzati in fase di riproduzione, così da poter osservare fenomeni molto lenti nella realtà.

Cosa hai utilizzato per realizzare il video ?

Simone OriL’immagine mostra gran parte dell’attrezzatura utilizzata e come puoi vedere, oltre all’attrezzatura fotografica, avevo a disposizione anche una curiosa struttura in legno che ho personalmente costruito e che si è rivelata veramente molto utile. E’ qualcosa di simile a uno slider che permette il movimento assistito della fotocamera lungo le guide, ma allo stesso tempo fornisce anche l’illuminazione necessaria alla scena, grazie ai faretti applicati in alto. In un video come questo avere una buona illuminazione è fondamentale ed è ancor più importante che sia costante per tutta la durata delle riprese. Per evitare “inquinamenti” luminosi, il tutto era racchiuso in una specie di scatola che non permetteva alla luce ambientale di filtrare. Grazie a questo semplice accorgimento avevo a disposizione la stessa luce sia di notte che di giorno.

Veniamo ora all’attrezzatura fotografica utilizzata, anch’essa visibile nell’immagine. La fotocamera è l’assai modesta 1100D di Canon, che tuttavia è in grado di acquisire file di notevole qualità con una risoluzione di 12Mpix. L’ottica è invece il 100mm f2.8 Macro grazie al quale ho ottenuto ingrandimenti veramente interessanti senza perdita di qualità. Per scattare le fotografie ad intervalli regolari di tempo ho dovuto usare un telecomando esterno acquistato su Amazon per pochi euro. Inoltre avevo a disposizione diverse batterie e schede di memoria per non interrompere mai le riprese.

Quanto è costato costruire lo slider e quanto tempo ha richiesto ?

Costruire lo slider ha richiesto qualche ora. Era la prima volta che realizzavo un oggetto del genere e non avendo uno schema preciso ho dovuto modificare l’idea di partenza diverse volte prima di ottenere ciò che mi serviva. Complessivamente ho speso circa 100 € considerando anche la parte elettrica, con le lampade e il relativo alimentatore. Mi ritengo abbastanza soddisfatto dato che per acquistare qualcosa di simile avrei speso sicuramente molto di più.

Quanto tempo ha richiesto complessivamente la realizzazione del video ?

E’ stata una bella avventura! L’intero progetto, dalla realizzazione dello slider al montaggio finale ha richiesto qualche mese. Com’è intuibile la maggior parte del tempo si spende in attesa. Soltanto per realizzare le fotografie, in tutto circa 8000 ad intervalli di 5 minuti è servito un intero mese. Il tempo restante se lo prende la natura con i suoi ritmi; per vedere i primi germogli doveva passare circa una settimana dal momento della semina.

Quali sono state le principali difficoltà incontrate ?

Un video come questo nasconde diverse insidie perché oltre ad unire le problematiche dei time lapse a quelle della macrofotografia richiede una certa organizzazione. La natura ha i suoi tempi e l’unica cosa che si possa fare è rispettarli. Se vuoi fotografare un germoglio che affiora dal terreno e noi sei pronto quando questo avviene non puoi far altro che aspettare il prossimo! Questo è uno dei motivi che hanno allungato notevolmente i tempi.

L’imprevedibilità dei movimenti delle piantine ha rappresentato un ulteriore difficoltà. Lavorando ad ingrandimenti spinti, bastavano movimenti molto ridotti per far si che la piantina uscisse dall’inquadratura o andasse fuori fuoco. Non c’è cosa più antipatica che scoprire dopo 36 ore di riprese che in realtà stai fotografando il “nulla” perché il tuo soggetto si è spostato e non rientra più nell’inquadratura!

Tutti questi aspetti uniti ad altre piccole criticità, hanno reso questo progetto abbastanza impegnativo, almeno per me che sono un neofita del settore.

Considerando il tempo impiegato e le difficoltà incontrate, sei soddisfatto del risultato ottenuto ?

Portare a termine questo progetto non è stato facile e sicuramente ha richiesto più tempo del previsto, ma riuscire a trasformare un idea in qualcosa di concreto è sempre una bella soddisfazione. Spero che attraverso un video come questo, ci si possa render conto di quanto incredibilmente complessa e affascinante sia la natura e di quanto rispetto dovrebbe meritare.